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Bonawentura
/ Teatro Miela Ideazione e drammaturgia di Riccardo Maranzana e Sabrina Morena tratto dal romanzo
Aspro e dolce di Mauro Corona, Con Fulvio Falzarano, Riccardo Maranzana e Alessandro Mizzi Scene e costumi Andrea
Stanisci Regia Sabrina Morena
Tratto da Aspro e dolce (edito da Arnoldo Mondadori, prima edizione 2004), romanzo dell’autore-scultore-alpinista ertano Mauro Corona, lo spettacolo vuole essere una riflessione disincantata sull’alcolismo e più in generale sulla condizione umana. Le
scene, dove i risvegli si alternano alle follie notturne, hanno come protagonisti
indiscutibili due oggetti della vita di ogni giorno: candele e bottiglie. Nel fondo del bicchiere è il gioco di tre amici che sono, di volta in volta, i diversi personaggi del romanzo, ovvero i compagni del sabato sera alla ricerca di felicità e di emozioni forti. Passano da un locale all’altro, entrano nelle case dei compaesani, rubano bottiglie, tentano di disintossicarsi, raccontano aneddoti sulla vita di montagna e sul bere, o evocano fantasmi e esseri soprannaturali della tradizione popolare. Dietro questa vita allegra e spensierata, si nasconde la malattia, la violenza, la solitudine e la morte. Scrive Corona, all’inizio del romanzo: “Molti amici sono finiti male. Alcuni in cimitero ancora giovani, altri sono ridotti a ombre che strisciano lungo i muri come a voler nascondere il loro viaggio senza ritorno. Altri ancora hanno distrutto la pace delle famiglie, calpestato amori, maltrattato figli, provocato dolori e pene infinite ai loro cari”. L’istante di gioia che l’alcol regala e l’amaro che si trova nel fondo del bicchiere sono le cifre di questo spettacolo, metafora di un viaggio per trovare il senso della vita, che continuamente sfugge di mano. La scenografia essenziale e poetica, in cui emergono oggetti comuni rasformati in elementi materici, è di Andrea Stanisci. I rumori e i suoni della montagna elaborati da Rosario Guerrini e Marco Germini, creano un’atmosfera particolare dove realtà e illusione si confondono.
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