D.O.ME 1 – Dante Officine Metalliche di Ivan Zerbinati

È una performance che unisce lo studio del verso dantesco alle sonorità elettroacustiche, primo capitolo del polimorfo progetto di Ivan Zerbinati prodotto da Bonawentura e risultato di una raffinata ricerca formale, di uno studio rigoroso e appassionato del verso dantesco e dall’indagine attorno alle possibilità espressive elettroacustiche.

Microfoni, mixer analogico, effetti digitali e loopstation creano una struttura musicale dalla quale scaturiscono i versi danteschi: la tecnica espressiva dell’endecasillabo risuona come voce solista all’interno di un magma sonoro cavalcando temi narrativi che rievocano marce di diavoli e corse di cerberi.

Il corpo e la voce di Zerbinati animano la macchina infernale: una struttura scarna di tubi innocenti concretizza l’immaginario allucinato dei gironi infernali della Commedia. L’attore guida il pubblico – testimone e compagno di viaggio, immersivamente coinvolto grazie all’utilizzo di cuffie wireless e l’intimità della struttura scenica di una performance pensata per spazi raccolti – attraverso un’intesa esperienza visiva e sonora. Zerbinati come un alchimista si muove abilmente tra i suoi strumenti artigianali: una lamiera sospesa, tagliata, piegata e saldata che monta quattro corde per basso elettrico, una barra in acciaio che scandisce i passaggi da un girone all’altro, una pedana in legno e sughero cosparsa di pietre e sassi. Un vaso d’acqua. Un clarinetto. Flauti dolci. Gambi di sedano. Strumenti percossi, graffiati, sfiorati e fatti risuonare tramite diversi materiali come legno, gomma o semplicemente usando un archetto per violino. Tutto amplificato da una decina di microfoni a contatto, dinamici e a condensazione montati sulla gabbia in tubi innocenti, per dar voce alla semplice e complessa volontà di rendere concreto un percorso creativo.

D.O.ME 1 è un viaggio affascinante, disturbante, poetico che risce a proporre i versi celeberrimi dei canti V, il XII, il XXI e il XXXIII – il racconto di Francesca e il pianto di Paolo sulle sponde del Flagetonte e l’arrivo dei Cerberi, i ponti sul lago di pece bollente e la violenza dei Diavoli di Malacoda, l’uscita dal secondo cerchio del Cocito, il lago ghiacciato e il racconto del Conte Ugolino – restituendo un rinnovato stupore e incantamento, permettendo al pubblico di riscoprire nel viaggio la bellezza, il turbamento, il mistero e la commozione che a sette secoli di distanza la Commedia riesce a generare.

Ivan Zerbinati, inizia il suo percorso artistico frequentando il Conservatorio musicale Giovan Battista Martini di Bologna. Si diploma come attore all’Accademia d’Arte Drammatica Paolo Grassi e si perfeziona alla scuola di alta formazione per la ricerca e lo sviluppo del teatro d’innovazione di Fondazione Pontedera Teatro. Negli anni di formazione lavora con maestri italiani e internazionali tra cui Aida Kuniaki, Mauro Avogadro, Jerzy Stuhr, Tatiana Olear, César Brie, Guy Pi, Danio Manfredini, Roberto Latini, Massimo Castri, Piotr Borowskji, Tomas Richard, Maurizio Smith, Francesca Della Monica, Raffaella Giordano, Elena Bucci.
Lavora fra gli altri per il Piccolo Teatro di Milano, Teatro Argentina di Roma, Teatro Stabile di Genova, Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Teatro Stabile di Torino, Teatro Due di Parma, Teatro dell’Elfo, ITC Teatro di San Lazzaro, Teatro Miela Bonawentura di Trieste,Teatro Argot e Teatro Era. E’ stato diretto da numerosi registi quali Valerio Binasco, Filippo Dini, Fulvio Pepe, Antonio Zavatteri, Veronica Cruciani, Walter Le Moli e altri, nel 2011 entra a far parte della compagnia Popular Shakespeare Company diretta da Valerio Binasco.

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