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lun 19 febbraio, ore 19.30 - mar 20, mer 21 e gio 22 febbraio, ore 20.30  2018

Teatro Miela - Ridottino

ON/OFF
LE AMANTI

di Elfriede Jelinek
lettura scenica
adattamento e regia Diana Hobel
con Laura Bussani e Diana Hobel
produzione Bonawentura

Ne Le amanti, romanzo satirico del 1975, la Jelinek smantella ogni retorica sull’amore e sulle relazioni familiari basati di su di esso; tutti i rapporti, compreso quello tra genitori e figli - visti questi ultimi come forza lavoro - sono governati da un ragionamento di interesse, in quanto specchio dell’organizzazione della società.
Ne Le amanti non c’è traccia di amore.
Sesso ce n’è, ma mai come piacere, abbandono. Piuttosto come mezzo per raggiungere obbiettivi.
Le protagoniste sono Brigitte e Paula, due giovani donne di estrazione modesta che cercano di riscattare un’esistenza da schiave attraverso l’unico mezzo che conoscono: sposare un uomo. 
È un testo avvincente come un thriller. In apprensione, seguiamo parallelamente le due ragazze nella loro accanita ricerca di un Significato.
Potrebbe apparirci una storia lontana, di provincia austriaca, padri violenti, taglialegna ubriachi, madri stremate e succubi, una storia da periferia della società. Ma i dis-valori nei quali tutti sono inconsapevolmente impregnati ci appaiono attuali e vicini: mettere in scena oggi Le amanti significa interrogarci su cosa vuol dire considerare l’altro come mezzo, come investimento che deve fruttare.

Le Amanti
, anche se crudele nei contenuti e tragico negli esiti, trasmette un buonumore incomprensibile. Disperazione e umorismo sono mescolati. Laura Bussani e Diana Höbel incarneranno Brigitte e Paula, e  tutti gli altri personaggi che contornano la loro lotta.
Nate entrambe negli anni ’70, confrontandosi con questo materiale ci faranno riflettere su come  - e se - si sono evoluti i rapporti uomo-donna in questi quarant’anni.
E contemporaneamente daranno a Brigitte e Paula la dignità di persone che non sanno di essere. Crederanno con loro alle loro aspirazioni. Aderiranno alla battaglia con le unghie e coi denti  di Brigitte per farsi mettere incinta e quindi farsi sposare da Heinz, elettricista, futuro proprietario di bottega propria; e sosterranno la lotta di Paula per farsi sposare dal boscaiolo Erich, che l’ha già messa incinta durante un frettoloso coito, che l’autrice dichiara non valga la pena di descrivere, in quanto “non c’è stato, è stato solo una buca in cui s’inciampa.”

Elfriede Jelinek
Nel 2004 la commediografa austriaca Elfriede Jelinek riceve il Premio Nobel per la letteratura “per il suo fluire musicale di voci e controcanti in romanzi e drammi che rivelano, con straordinaria abilità linguistica, l'assurdità delle convenzioni sociali ed il loro potere di soggiogamento".
La giuria non è  unanime, alcuni si dissociano definendola caotica e pornografica.
In altre occasioni, la destra di Haider, con la quale polemizza, la dichiara persona non grata. Anche “L’Osservatore romano” esprime giudizi molto pesanti su di lei, bollandola come oscena e  propugnatrice del nichilismo. Da sempre femminista, iscritta al partito comunista dal 1974 al 1991, di fatto la Jelinek si inserisce nella lunga tradizione culturale austriaca di critica sociale di Johann Nepomuk Nestroy, Karl Kraus, Ödön von Horváth, Elias Canetti e Thomas Bernhard.
Tutto ciò che fa è mostrarci la patologia dei rapporti che producono sottomissione e dominio: la violenza, il sarcasmo e la provocazione sono i mezzi che l’autrice utilizza per analizzare e distruggere gli stereotipi sociali.

organizzazione: Bonawentura

Ingresso € 10,00, ridotto soci Bonawentura e under 26 € 8,00. Prevendita c/o biglietteria del teatro (tel. 0403477672) tutti i giorni dalle 17.00 alle 19.00. www.vivaticket.it

 
       
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