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mer 14 febbraio 2018
ore 18.00
Teatro Miela

Mi&Lab
LA SCIENZA DELL'INNAMORAMENTO
Una storia naturale dal mondo degli animali agli umani

Indagare l'amore come fenomeno naturale significa mettere a disposizione questo aspetto particolare della vita umana – da sempre considerato come qualcosa di evanescente, impalpabile e profondamente soggettivo – al contributo offerto alla sua comprensione dalla scienza contemporanea.
Non è affatto semplice ritagliare una definizione precisa dell’amore. La difficoltà è dovuta alla sua pervasività in ogni sfera della nostra esistenza e al fatto che l’amore racchiude stati emotivi, psicologici e una molteplicità di sfaccettature che vanno dalla tenerezza, all’impegno, alla passione, al desiderio, alla gelosia e alla sessualità, tutte cose particolarmente difficili da circoscrivere e inscindibili dall’esperienza amorosa. Inoltre, l’amore cambia le persone nel loro modo di pensare e di agire portando con sé una serie di sintomi fisici, la presenza dei quali spiegherebbe l’uso molto
diffuso di affiancare all’amore il concetto di malattia. Una metafora alla quale nel corso del tempo se ne è affiancata un’altra. La malattia d’amore, caratterizzata da evidenti sintomi fisici, viene accostata alla malattia mentale, assumendo, dunque, una forte connotazione psicologica.
La selezione naturale darwiniana, vale a dire l’effetto del successo riproduttivo derivante dalla competizione intersessuale e intrasessuale per la riproduzione, sottolinea gli invarianti della dinamica dell'innamoramento e dell'attrazione sessuale. La selezione naturale è il motore che innesca i cambiamenti necessari che un organismo deve compiere per affrontare al meglio le continue sfide poste dall’ambiente. In esso coesistono aspetti genetici, biologici e culturali, legati insieme dai ritmi dell’evoluzione. Questo insieme di vincoli è davvero in grado di spiegare interamente il fenomeno dell'amore umano? Sembra infatti che l'amore umano è un modo di comprendere la realtà e che non serva solo a scopi riproduttivi, ma anche sociali. Tutto questo implica la necessità di considerare modelli teorici esplicativi derivanti dalle scienze della mente come ad esempio quelli proposti dalla psicologia evoluzionistica.
Una volta scoperto quanto siamo condizionati dalla biologia anche nell’amore, resta qualcosa di cui la scienza moderna non riesce ancora a rendere conto. Alla fine della sua storia naturale, l’amore esce ridimensionato nelle sue pretese, ma ancora vivo e perciò forse ancora più genuino.

Domenica Bruni

Nata a Lamezia Terme (CZ). Laureata in Filosofia presso l’Università della Calabria nel 2004 con una tesi sulla semantica cognitiva. Ricercatrice in Filosofia e teoria dei linguaggi presso l'Università di Messina, si occupa di linguaggio, evoluzionismo e natura umana.
Tra le sue pubblicazioni, come autrice: Storia naturale dell’amore (Carocci, 2010); Politici sfigurati. Comunicazione politica e scienza cognitiva (Mimesis, 2012); Psicologia evoluzionistica. Dal cervello del Pleistocene alla mente moderna (Carocci, 2017).
Come curatrice: (con G.Ruggiero) Il ritmo della mente. La musica tra scienza cognitiva e psicoterapia (Mimesis, 2015); Like me? Mente e diritti negli altri animali (Novalogos, 2013); (con M.Ferraguti) Amor, c’ha nullo amato… amar bestiale (Graphe Edizioni, 2016).

organizzazione: Bonawentura

Ingresso libero

 
       
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