Stop a cinema e teatri dal 26 ottobre e almeno fino al 24 novembre è quanto disposto dal nuovo Dpcm
pertanto l’evento è rinviato a data da destinarsi.
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drammaturgia Laura Bussani e Sabrina Morena
con Laura Bussani
con la partecipazione in video di Andrea Carnaghi
video allestimento Den Baruca
scenografia Marco Juratovec
regia Sabrina Morena
produzione Bonawentura

Lo spettacolo esplora che cosa si nasconde dietro ai numeri delle statistiche, in particolare quelle riguardanti la violenza sulle donne e le ricadute sulle famiglie e sulla società.  Alla base del fenomeno si riscontra la tendenza all’oggettivazione della vittima, ovvero le donne sono viste come un oggetto che può essere posseduto. Considerare un essere umano come un oggetto, privo quindi di capacità di autodeterminazione, di sentimenti e di emozioni, è un classico processo secondo il quale molte categorie, oggetto di tale denigrazione, possono  essere escluse dalla società.
Lo spettacolo “Io non sono un numero” nasce quindi dalla riflessione sul tema dell’oggettivazione della donna e come questo fenomeno sia la premessa nell’esercizio della violenza di genere e domestica.  Ne è derivato uno spettacolo in cui si raccontano storie di donne diverse che hanno subito violenza, ispirate da molte testimonianze giornalistiche e pubblicistiche in cui donne e ragazze hanno raccontato la loro tragica esperienza. Vediamo come evolve la spirale della violenza, dalla chiusura in uno spazio psicologico che ti intrappola come una tela di ragno, alla diminuzione di valore nelle parole di un partner, al ridursi oggetto davanti alle esigenza della moda, all’ escalation della violenza che colpisce una famiglia intera e ha come risultato la menomazione della vittima, alla voce delle figlie che hanno un padre assassino e una madre morta ammazzata, alla forza di volontà e il coraggio per dire basta e uscire dalla condizione di isolamento e di abbruttimento.  Alle diverse storie si alterna l’elenco con i nomi delle donne vittime di femminicidi nel 2019  in modo da ricordarle e dare un nome ai numeri che tristemente compongono le statistiche. In video l’apporto scientifico del professore di psicologia sociale dell’ Università di Trieste, il prof. Andrea Carnaghi che spiega in modo chiaro e conciso come funziona il meccanismo psicologico dell’ oggettivazione, meccanismo che priva l’altro della propria dignità e lo disumanizza.

organizzazione: Bonawentura

Ingresso € 12,00, riduzioni convenzionate € 10,00. Il Teatro Miela mette in atto tutti i procedimenti di sanificazione, distanziamento e protezione che permettono di assistere agli spettacoli in modo sicuro. Il locale viene igienizzato prima di ogni manifestazione e l’uso della mascherina è obbligatorio sempre anche durante lo spettacolo. È importante mantenere il metro di distanziamento interpersonale, facendo soprattutto attenzione durante l’entrata e l’uscita. Per agevolare e velocizzare le operazioni d’ingresso, in modo da non creare code all’esterno del Miela (in particolar modo nelle giornate invernali), è consigliabile acquistare i biglietti in prevendita: online su www.vivaticket oppure presso la biglietteria del teatro tutti i giorni dalle 17.00 alle 19.00. Inoltre è possibile effettuare una prenotazione (fornendo i dati personali nome, cognome e recapito telefonico) scrivendo a biglietteria@miela.it o telefonando al 040365119, in questo caso i biglietti verranno riservati fino le 19.00 del giorno precedente lo spettacolo c/o la biglietteria del teatro).

 

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lunedì
novembre
ore 20:30
Biglietti
Inizio Prevendita
Ingresso € 12,00, riduzioni convenzionate € 10,00; è gradita la prenotazione. Prevendita c/o biglietteria del teatro (tel. 0403477672) tutti i giorni dalle 17.00 alle 19.00