di e con Adriana Giacchetti e Francesca Varsori
luci di Aurelio Borsani

Frammenti di vita quotidiana al femminile che si compongono a formare uno spaccato impietoso dell’attuale situazione della società italiana, dove le donne ancora hanno difficoltà a definire e far rispettare il proprio spazio inviolabile e dove ancora tutti faticano a riconoscere il legame esistente tra stereotipia, discriminazione e violenza. La narrazione attraversa anche il dramma dei femminicidi veri e propri, che in Italia avvengono al ritmo di una donna ammazzata ogni tre giorni, quasi sempre per mano di un uomo con cui è in relazione.

Lo spettacolo si sviluppa a partire dalla lettura delle pagine del diario di quattro donne, cui le due attrici, attraverso l’azione fisica, il canto e l’uso di strumenti a percussione, danno corpo e voce, amplificandone emozioni e pensieri. All’intimità dei diari fanno da contraltare le scene comiche ambientate in una strada cittadina in cui si incontrano tre personaggi ricchi d’ironia, e alcuni momenti in cui le due attrici abbandonano la finzione scenica e prendono la parola in prima persona rivolgendosi direttamente al pubblico.
Ecco allora la donna in gravidanza che interagisce con la persona che sta crescendo nella sua pancia e si interroga sull’essere madre e lavoratrice precaria, sul rapporto con l’uomo, sull’economia globale. Ecco i dialoghi alla fermata dell’autobus: come reagire alla mano morta dell’ora di punta? Ecco i diari di una maestra elementare il cui appartamento ha le pareti troppo sottili, di una musicista che si è liberata di un marito violento, di un’impiegata alle prese con l’impossibile ritmo di una sua giornata tipo tra ufficio e famiglia…

Nel dicembre 2012 lo spettacolo ha ottenuto una segnalazione al XIII Premio di scrittura femminile “Il Paese delle Donne” dedicato a Maria Teresa Guerrero (Maitè) congiunto al XX premio “Donna e Poesia”, nella sezione Teatro.

Nel gennaio 2015 ha ottenuto il primo premio assoluto nella sezione “Apprendimento e Formazione per lo sviluppo della persona” alla II edizione del “Premio Persona e Comunità” del Centro Studi Cultura e Società di Torino, nell’ambito del progetto “No alla violenza! in teatro”, promosso dal Comune di Trieste in collaborazione con LUNA E L’ALTRA TEATRO e il Laboratorio di Psicologia sociale e di Comunità dell’ateneo triestino.

Lo spettacolo sarà seguito da dibattito animato da due esperte del Laboratorio di Psicologia Sociale e di Comunità dell’Università degli Studi di Trieste.

organizzazione: Luna e l’Altra Teatro

Ingresso libero

Lo spettacolo è presentato nell’ambito del Progetto “L.E.I. – Legalità, Eguaglianza, Identità” realizzato dall’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Trieste, con finanziamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità.

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