News

Le nuove proposte ‘curiose’ del Teatro Miela

Nell’etimologia di ‘curioso’ ci sono la sollecitudine, la cura, il desiderio di conoscere. La nostra PROSA CURIOSA è tutto questo, ma offre anche anche un campionario di proposte ‘curiose’ perché insolite e fuori dall’ordinario o con qualche punta di vera bizzarria.

Al Miela da più di trent’anni ci piace mescolare i generi, lasciando gentilmente scegliere le definizioni più appropriate al nostro pubblico, che sappiamo ‘curioso’ di tutto.

Quest’anno le diverse opere teatrali che arrivano sul nostro palco si rivolgono in diversi modi all’irrequietezza e al disagio condivisi da attori e pubblico nel periodo che stiamo vivendo e vogliono offrirsi come generi di conforto e di riflessione e ancora più spesso come tutte e due le cose assieme.

Il disagio che è già nel nome della compagnia dei giovani attori di Generazione Disagio (ma ancora di più nei contenuti del loro giocoso e cinico game-show teatrale “Dopodiché stasera mi butto”), viaggerà in parallelo agli spassosi racconti del disagio del “diversamente giovane” e blasonato comico Paolo Hendel, alle prese con la sua personale “detestata soglia di vecchiezza” in “La giovinezza è sopravvalutata”.

Ci sarà poi anche la crisi esistenziale, spirituale e lavorativa di uno stand up comedian che decide di fuggire dal palco durante un suo show (Walter Leonardi in A-Men) e che si lega idealmente al nostalgico disagio di non avere più, sul palco, un Giorgio Gaber a leggere con deflagrante ironia il nostro “far finta di essere sani”, da cui il recupero quasi filologico di Giulio Casale dello storico capolavoro “Polli d’allevamento”.

Quando, invece, il disagio virtuale sa divenire più che mai reale lo racconterà Massimo Loizzi ne “La Bestia”, insieme allo strapotere mediatico dei nuovi fascismi, così abili a cavalcare solitudini, disagi e infernali algoritmi.

Altre due compagnie di giovani attori riprenderanno invece in mano, in diversi modi, i vecchi ferri del mestiere del comico per ricreare (o forse per distruggere) la logica di un presente inguardabile. È il caso dello scatenato slap-stick, di  “Illogical Show” fino alla vertiginosa e rivendicata idiozia di “Contenuti Zero -Varietà”: quasi due titoli ‘manifesto’ di un teatro che si muove con tra assurdità e non sense, tra ridicolo, poesia e una moderna e spesso spavalda e provocatoria clownerie.

Lo sguardo/non sguardo di Gianfranco Berardi (“I figli della frettolosa”) indaga invece la miopia sociale, la cecità esistenziale di un mondo ipereccitato da immagini e suoni e dove forse solo un cieco sa ritrovare un vero sguardo, proprio perché guarda e non vede, e i suoi sensi riescono ancora a percepire qualche barlume dell’esistenza.

Così come diverso e bruciante è lo sguardo sul mondo di oggi di Paolo Rumiz in “Canto per l’Europa”, che trasporta gli spettatori in un tempo poetico lontano, ma che al presente sa tornare attraverso la potenza della favola e del mito della fondazione dell’Europa, nella storia di una ragazza siriana profuga di guerra e di quattro moderni argonauti in un viaggio epico, antico nel respiro e contemporaneo nella denuncia.

Anche il nuovo spettacolo di Paolo Rossi unirà in altri modi passato e futuro, mescolando stand up a commedia dell'arte e commedia greca: dal primo Arlecchino che possedeva il biglietto di andata e ritorno per l'aldilà alle sue evoluzioni come intrattenitore popolare capace di spaziare dalle stalle al cabaret. Un teatro d'emergenza? Una serata illegale con improvvisazione,  coinvolgimento del pubblico e irruzioni improvvise? Sicuramente un teatro di domande condivise per tempi incerti e navigazione a vista.

vedi tutti gli appuntamenti