Direttore Fabrizio Ficiur 
Martina Rinaldi mezzo soprano
Lorenzo Zuffi
attore                   

Decisamente più serena l’atmosfera che la Camerata Strumentale Italiana ha scelto per l’ultimo appuntamento di Sogni e Incubi. Con chiare descrizioni o più celate allusioni, i compositori dei brani proposti rivelano il fascino ora misterioso ora sfacciato della Notte e delle sue creature, un fascino che non cessa mai di rapire.

“I sogni vanno rincorsi quasi in punta di piedi, perché spesso appena sentono che ti avvicini, loro si allontanano immediatamente.”
Voce del Nord

Leroy ANDERSON – Forgotten Dreams
Leroy ANDERSON
– A Trumpeter’s Lullaby
Leroy ANDERSON
– Belle of the Ball
Riccardo ZANDONAI
– In Sogno   
Duke ELLINGTON
– Day Dream   
Wolfgang A. MOZART
– Divertimento n° 3 in Fa K. 138
Ottorino RESPIGHI –
Il tramonto / La sera due arie per mezzo soprano ed archi
Oscar STRAUS
– Eine Trauer Serenade Op. 35Curiosità dallo Spartito del Direttore
ANDERSON: uno dei compositori di musica leggera e melodica orchestrale più famosi d’America. Bravissimo direttore d’orchestra ed arrangiatore, era dotato di una particolare abilità nel creare effetti sonori umoristici con strumenti orchestrali, percussioni e… normali oggetti quotidiani quali: fruste, orologi, carta vetrata, macchina da scrivere, sonagli. Ricorrendo con grande umorismo a una serie spassosa di ‘espedienti’, tra cui le imitazioni di versi di animali (il miagolio del gatto, il nitrito del cavallo, l’abbaiare del cane), ha reso la sua musica divertente, ironica e accattivante. Fu il primo compositore della storia della discografia a vendere un milione di copie di un suo disco con la sua Boston Pops Orchestra.
ZANDONAI:
compositore meno famoso della compagine verista italiana, è stato anche un grande direttore d’orchestra. Ha scritto una decina di opere sconosciute ai più, tra le quali però spicca Francesca da Rimini su testo di Gabriele D’Annunzio. Ha dedicato alla musica da camera pagine delicate e ricche di lirismo; tra queste sue composizioni Il Sogno per orchestra d’archi, scritto nella quiete delle Dolomiti dove, essendo nato a Rovereto, tornava di tanto in tanto, per respirare l’aria pura delle sue montagne.
ELLINGTON:
Edward Kennedy “The Duke” Ellington è considerato uno dei massimi compositori del ‘900, oltre le etichette di genere. Grande è stata e rimane la sua influenza su intere generazioni di jazzisti: dalle orchestre bianche di Woody Herman e Charlie Barnet, a Thelonious Monk e Charles Mingus. A cavallo della seconda guerra mondiale, con lui nasce una straordinaria serie di incisioni che complessivamente costituiscono uno dei vertici assoluti della musica del Novecento e insieme il contributo più duraturo e generalmente riconosciuto di Ellington alla storia della musica afroamericana. Non vi è dubbio che i grandi risultati ottenuti si dovettero anche al fatto che, per oltre trent’anni, Duke Ellington riuscì a mantenere unita la sua orchestra, caso abbastanza raro a quei tempi; ciò gli permise di amalgamare il gruppo e di plasmarlo secondo la sua inventiva, raggiungendo un’intesa perfetta con ciascuno strumentista e ricavandone un sound unico e inconfondibile. Brani e canzoni memorabili come Day Dream hanno avuto innumerevoli arrangiamenti, compreso questo, straordinario, per orchestra d’archi.
MOZART:
Mozart è annoverato tra i più grandi geni della storia della musica. Dotato di raro e precoce talento, iniziò a comporre all’età di 5 anni e morì all’età di trentacinque, lasciando pagine che influenzarono profondamente tutti i principali generi musicali della sua epoca, tra cui musica sinfonica, sacra, da camera e opere di vario genere, tanto da essere definito “il compositore più universale nella storia della musica”. Divertimento era il termine più comunemente usato per la Musica del dopocena e come Musica all’aperto. I tre Divertimenti per archi furono composti da un Mozart sedicenne dopo il primo viaggio in Italia, da cui trasse tutta la spensieratezza, la gioiosità e lo stile compositivo caratteristico del genere: un Mozart ancora ragazzino ma già proiettato verso quelle spinte geniali che renderanno la sua opera immortale.
RESPIGHI:
appartenuto al gruppo di musicisti reali artefici del rinnovamento della musica italiana del primo ‘900, successivamente denominati la “Generazione dell’Ottanta”, tra questi ricordiamo  Alfredo Casella, Franco Alfano, Gian Francesco Malipiero  e Ildebrando Pizzetti. Nominato Accademico d’Italia da Mussolini, era iscritto alla Massoneria e tutto ciò recò non poche ombre alla fama del compositore nell’immediato dopoguerra. Grande interesse ha dedicato alla musica da camera e soprattutto al canto, componendo intense pagine per voce femminile dedicate ad Elsa, sua moglie, con la quale girò il mondo tenendo recital. Dopo Vivaldi, è il più celebre compositore italiano di musica strumentale.
STRAUS:
compositore austriaco di operette, colonne sonore e canzoni di cabaret, oltre che di musica da camera e corale. Il suo vero cognome era Strauss ma deliberatamente omise una s finale per non essere confuso con la famosa famiglia Strauss. Fece comunque tesoro del consiglio di Johann Strauss jr. nel 1898, di abbandonare la composizione di valzer per la più remunerativa attività di compositore per il teatro. Fu un fine creatore di melodie che ritraggono la decadenza della Vienna imperiale, della Belle Epoque e di quel mondo che irrimediabilmente sarebbe cambiato con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale.

organizzazione: Camerata Strumentale Italiana

Ingresso € 10,00; ridotto soci e under 26 € 8,00. Prevendita c/o biglietteria del teatro (tel. 0403477672) tutti i giorni dalle 17.00 alle 19.00

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06
domenica
gennaio
ore 17:00
Biglietti
Inizio Prevendita
Ingresso € 10,00; ridotto soci e under 26 € 8,00. Prevendita c/o biglietteria del teatro (tel. 0403477672) tutti i giorni dalle 17.00 alle 19.00

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