Festival e Rassegne

Arti visive e performance

ERƎTICA

estasi in soliloquio di una ragazza impertinente

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di e con Francesca Martinelli
produzione Bonawentura

Francesca Martinelli artista visuale e performer. Docente di Storia dell’Arte (indirizzo semiologico) e Arti Applicate.  Nata a Udine, vive e lavora a Trieste.

EЯETICA estasi in soliloquio di una ragazza impertinente racconta in chiave sperimentale e contemporanea il dramma di Camille Claudel. Il progetto si articola in una mostra, un incontro col pubblico, un laboratorio e una performance.

“C’è sempre qualcosa di assente che mi tormenta forse il latte di mia madre o un vestito di seta francese. Ho una bestemmia cucita sotto il mento che non mi fa dormire bene la notte e un cane più rabbioso di me che dice sempre la verità.
Diteglielo a mia madre che non ho fiori in bocca, ma solo un apparecchio mastica denti e un lipgloss alla fragola: un corredo mesto, per una figlia della borghesia francese votata all’oblio dentro un cronicario barocco”.
Manesca, collerica, eccessiva, geniale Camille si attribuisce il marchio di virilità senza diritto ne dote per la società dell’epoca. Una natura, la sua, predisposta all’arte della scultura, disciplina che lei considera una chiamata alla quale non può sottrarsi. Furiosa e selvatica sono caratteri che non si allineano al perbenismo di un’aristocrazia decadente, sfugge all’addomesticamento, al bon ton, alla preghiera, ad un dio troppo inafferrabile. Il corpo di cristo è bellissimo, una materia da plasmare in furibondo odor di santità.
“La stagione della mia felicità è un rasoio a quattro teste, un danza al precipizio, una polaroid di cemento fra i denti, dite a mio padre che non tornerò, diteglielo bastardi rotti in culo che con me muore l’innocenza del mondo per salvare i vostri lidi d’oro. Mi volete demente, penitente, puzzolente, senza un dente, maldicente, impertinente, cazzo culo tette flaccide di quella gran puttana di mia madre, dov’è il dio dei francesi in culo al dio dei francesi e tutti i santi io li bestemmio e me li scopo,  madre mia tu mi dici dio è buono, ….parliamone del tuo dio che lascia morire un innocente in fondo ad un manicomio….mammina mia sarò buona te lo giuro, mettimi dove vuoi, nascondimi in un convento ma ti prego portami fuori di qui, non ti darò fastidio mammina, porca troia mammina,  anche i dottori dicono che adesso sto bene…”
Del sogno che fu la mia vita, questo è l’incubo

Sinossi, liberamente tratta dal testo di Francesca Martinelli “Eretica, soliloquio di una ragazza impertinente”

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