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OMERO CANTORE E STORICO

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Franco Delben e Muzio Bobbio dialogano con Felice Vinci
tavola rotonda con il contributo del pubblico

Alta poesia i poemi omerici. Ma Omero (o chi per lui) voleva trasmetterci solo bellezza, o nei suoi versi è nascosto anche qualche altro messaggio? Un dato di fatto: i luoghi di Omero non hanno corrispondenza con quelli che noi conosciamo nel bacino del Mediterraneo. Solo un paio di esempi: Itaca dovrebbe essere l’isola più occidentale di un arcipelago comprendente tre isole maggiori, Dulichio (la “Lunga”), Same e Zacinto, ma invece si trova a oriente di Cefalonia in un arcipelago in cui non esiste alcuna isola lunga. La sua stessa topografia è molto diversa da ciò che il poeta racconta, per non parlare del fatto che è attaccata tramite un istmo ad un’altra isola che Omero non nomina mai. Non solo: conosciamo noi dei fiumi che dal mare risalgano verso terra? Ulisse ne ha visti. E perché l’Ellesponto, che per noi è lo stretto che conduce al Mar Nero, da Omero è chiamato “vasto”?

Di fronte a queste e a tante altre simili incongruenze gli studiosi si sono interrogati e, detto in breve, si sono divisi. C’è chi vede nei racconti omerici solo metafore, anche se scritte con grande maestria e sensibilità da poeta. Ma c’è chi invece vorrebbe trovare riscontri geografici. Però nulla torna nell’ambiente a noi noto, ed ecco che gli interrogativi irrisolti sono tacitati con asserzioni del tipo: Omero era un poeta, non uno storico; Omero non era un geografo.

Ma, leggi e rileggi i testi di storici antichi, Felice Vinci, ingegnere nucleare ma amante e cultore del mondo arcaico, scopre che uno storico, Plutarco, indica dove si trova l’isola di Ogigia: in mezzo all’Atlantico! E corrisponde a Nolsóy, una delle Faroer! Perciò Vinci, incuriosito, segue il dettagliato racconto dell’Odissea sul viaggio di Ulisse verso Itaca, passando per la terra dei Feaci (situata sulla costa occidentale della Norvegia) ed ecco che tutti i luoghi indicati da Omero via via trovano il loro preciso riscontro. In particolare, l’arcipelago di Itaca si rivela essere un gruppo di isole danesi, non lontane da Sjaelland, la più grande isola della Danimarca (su cui è facile localizzare le regioni del pianeggiante “Peloponneso” omerico, cioè l’Argolide, Lacedemone, il Pilo, l’Arcadia e l’Elide). Ed anche i racconti di luoghi e battaglie dell’Iliade diventano logici e comprensibili se situati lassù, nel Mare del Nord e nel bacino del Mar Baltico. Come testimoniano, ad esempio ma non solo, nomi di località che si trovano in Finlandia e Svezia: Toija, Askainen… Localizzata Troia, Vinci trova anche i fiumi che conosciamo come Scamandro e Simoenta, la piana dove gli eserciti si scontravano, e tanto altro.

Poiché negli anni molti altri indizi si sommano ai primi, e li confermano, prende piede la teoria secondo la qualetutte le vicende narrate da Omero sarebbero realmente accadute, ma nell’Europa del Nord.

Felice Vinci sarà ospite a èStoria a Gorizia il 24 maggio prossimo. Lo scopo dei suoi incontri non è quello di convincere il pubblico della bontà della sua teoria, ma di discutere sui molti indizi che la sostengono. Ciò è importante, perché la teoria ci propone una nuova lettura della preistoria europea, centrata in quell’età del bronzo di cui sappiamo ancora così poco.

Felice Vinci, nato nel 1946 a Roma, ha iniziato la sua ricerca sull’origine dei poemi omerici nel 1992. In questi anni è stato invitato a presentare il libro “Omero nel Baltico” in diverse Università, sia italiane che estere. In particolare, nel 2004 ha presentato l’edizione russa all’Accademia delle Scienze di San Pietroburgo e nel 2005 ha svolto un seminario in due lezioni presso il Dipartimento di Geografia dell’Università La Sapienza di Roma, dove il libro è indicato fra i testi d’esame. Il libro è stato adottato anche al Bard College di New York, nell’ambito di un corso di alti studi su Omero (The Baltic Origins of Homero’s Epic Tales, 2007). Nel 2013, la prestigiosa “Rivista di Cultura Classica e Medioevale” ha dedicato all’argomento l’intero n. 2, con una quindicina di articoli in italiano e in inglese. Vinci ha tenuto una delle sue numerosissime conferenze all’Antico Caffè San Marco di Trieste nel giugno 2016. Nell’aprile del 2017 ha presentato il contributo “The Nordic Origins of the Iliad and Odyssey: An Up-to-date Survey of the Theory” al Convegno internazionale su tale argomento organizzato ad Atene dall’ATINER (Athens Institute for Education and Research), di cui è Membro Accademico.

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