un documentario di Alessandro Pasian e Francesco Guazzoni
con Emma Bonino, Franco Grillini, Gianfranco Porta, Mario Puiatti, Anna Sampaolo, Chiara Saraceno
produzione AIED – Associazione Italiana per l’Educazione Demografica
Presentato in anteprima a Roma nella sala Capitolare del Senato della Repubblica, il documentario ripercorre le battaglie che la piccola associazione, nata a Milano nel 1953, ha tenacemente perseguito fino a inaugurare, nel corso degli anni ‘70, la luminosa e irripetibile stagione delle conquiste civili del nostro paese (divorzio, aborto, obiezione di coscienza al servizio militare, riforma del diritto di famiglia, legge Basaglia sulla chiusura dei manicomi, istituzione dei consultori pubblici, legge per il cambio di sesso).
Il 10 marzo 1971 ha ottenuto infatti, attraverso una sentenza della Corte Costituzionale, l’abrogazione dell’articolo 553 del «Codice Rocco» – in vigore dal ventennio fascista –, che vietava la propaganda e l’incitamento alle pratiche contro la procreazione, dando per la prima volta il via libera in Italia all’uso dei metodi contraccettivi.
Una vittoria storica, specie per le donne, conseguita dopo anni di autodenunce, arresti, aperture di centri in tutta Italia, organizzazione di convegni, pubblicazioni di articoli e libri per promuovere e difendere – contro l’opposizione politica dei partiti di maggioranza e quella etica della Chiesa – gli ideali che ne avevano sollecitato la nascita: ovvero garantire una maternità libera e consapevole e non subìta resa possibile solo dall’uso degli anticoncezionali come unico deterrente agli aborti clandestini particolarmente diffusi e cruenti all’epoca sui tavoli delle cosiddette «mammane».
La narrazione attraversa le diverse epoche: dalla propaganda fascista che inneggiava alla fecondità come a un valore di potenza per la nazione, alle macerie sociali e economiche del dopoguerra in cui il sovrannumero di figli rappresentava un problema di ordine demografico e sociale (scarsità di risorse, povertà, diffusione degli aborti clandestini, condizione della donna funzionale solo alla procreazione); dal boom dei consumi degli anni ’60, alle rivendicazioni giovanili e alle battaglie femministe del ’68; dalle conquiste civili degli anni ’70, alla drammatica stagione dell’Aids degli anni ‘80, fino alle attuali rimodulazioni delle «nuove famiglie» e alla necessità di introdurre l’educazione affettiva e sessuale nei programmi scolastici giacché la pornografia online e i canali social dilagano ed impongono modelli comportamentali, sociali ed estetici distorti ed insani che portano spesso a drammatiche conseguenze.