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Near Wiseman
(a cura di Fulvio Baglivi, Giulio Bursi, Cosetta G. Saba)

14.00
Blind
(1986, 16mm, col., 132’)
Produzione, regia, suono, montaggio: Frederick Wisemam;
fotografia: John Davey;
assistenti operatori: Ollie Hallowell, Evan Eames;
assistente al montaggio: Stephanie Munroe;
assistenti al montaggio/sincronizzazione: Alexandra Anthony, Diane Hodgman.
Il tema trattato concerne l’istruzione e la vita quotidiana degli studenti non-vedenti dalla scuola materna fino alle medie presso l’Institute for the Blind. Il film mostra l’impegno educativo sia nell’apprendimento del metodo Braille che nelle tradizionali attività scolastiche e sportive.
Deaf
(1986, 16mm, col., 164’)
Produzione, regia, suono, montaggio: Frederick Wisemam;
fotografia: John Davey;
assistenti operatori: Ollie Hallowell, Evan Eames;
assistente al montaggio: Stephanie Munroe;
assistenti al montaggio/sincronizzazione: Alexandra Anthony, Diane Hodgman.
La scuola per non udenti dell’Alabama Institute si occupa di insegnare la comunicazione attraverso l’uso del contatto tattile. Il documentario coglie i vari aspetti educativi e le dinamiche relazionali tra i bambini, i genitori, i maestri e gli assistenti.

19.30
Frederick Wiseman e Roberto Nanni, conversazione.

21.00
Adjustment & Work
(1986, 16mm, col., 120’)
Produzione, regia, suono, montaggio: Frederick Wisemam;
fotografia: John Davey;
assistenti operatori: Ollie Hallowell, Evan Eames;
assistente al montaggio: Stephanie Munroe;
assistenti al montaggio/sincronizzazione: Alexandra Anthony, Diane Hodgman.
Il film si occupa dell’inserimento lavorativo attraverso corsi di preparazione. La macchina da presa entra sia nell’E.H. Gentry Technical Facility che nell’Alabama Industries for Blind la seconda per numero di lavoratori non vedenti osservando come agiscono nelle loro attività .
Multi-handicapped
(1986, 16mm, col., 126’)
Produzione, regia, suono, montaggio: Frederick Wisemam;
fotografia: John Davey;
assistenti operatori: Ollie Hallowell, Evan Eames;
assistente al montaggio: Stephanie Munroe;
assistenti al montaggio/sincronizzazione: Alexandra Anthony, Diane Hodgman.
Il documentario mostra l’attività di portatori di multi-handicap alla Hellen Keller School e descrive situazioni che coinvolgono gli ospiti nell’igiene personale, nell’attività fisica, nella concezione e nell’uso del denaro, attraverso il supporto di psicologi e terapeuti.

Il cinema di Frederick Wiseman sarà qui rappresentato da quattro opere girate presso l’Alabama Institute for Deaf and Blind di Talladega – Blind, Deaf, Adjustment & Work, Multi-handicapped – che delineano un corpus filmico della durata di nove ore intorno all’handicap e ai tentativi di superarlo. I film, realizzati tra il 1984 e il 1986, permettono di comprendere l’enorme lavoro che Frederick Wiseman ha compiuto e continua a compiere: questi film, poco visti in Italia, rappresentano infatti una scheggia della sua vastissima opera che approfondisce le prassi di reinserimento degli “inabili” per handicap fisici e mentali nell’universo normalizzante per eccellenza, il lavoro, inteso come processo “umanizzante” e non solo produttivo.
Near Wiseman si colloca nel quadro delle attivitĂ  de La Fabbrica del Cambiamento. Testimonia non solo la rara e speciale partecipazione di Frederick Wiseman a questo incontro, ma significa inoltre una vicinanza, una forte contiguitĂ  d’interessi e di pensiero con la “pratica” di Franco Basaglia per l’analisi che dedica non all’istituzione in sĂ©, ma ai processi sociali e alle dinamiche di potere che producono l’istituzione nelle sue differenti declinazioni.
Al quesito posto da Kaleem Aftab e Alexandra Weltz sull’agire come documentarista negli Stati Uniti, Frederick Wiseman risponde: “Quello che scelsi era di fare film sulle istituzioni non perchĂ© avessi un interesse specifico su un’istituzione ma piuttosto perchĂ© un’istituzione fornisce un confine, un limite. Assolve la stessa funzione delle linee di un campo da tennis”. In tal senso, la specifica insistenza contestuale (geografica, storica e antropologica) rispetto alla societĂ  nordamericana definisce non tanto il ritratto documentario di quella stessa societĂ  quanto innesca un processo di osservazione e analisi dell’esercizio del potere tra individuo e collettivitĂ , nei modi in cui il potere si circostanzia e attua tra le persone attraverso le pratiche sociali.
Immediatamente Wiseman affronta il processo filmico negli spazi dell’istituzione, nelle aule, nelle camere, negli uffici degli istituti, concentrando l’attenzione nel rapporto sia pedagogico che riabilitativo tra gli ospiti e il personale. Si sintonizza sui volti, sulle mani, sui suoni, sul linguaggio del corpo, consapevole della sua bellezza e della sua mortalità.
I corpi sono osservati e resi visibili attraverso abilità e disabilità codificate in gesti e comportamenti dettati dalle norme che regolano la vita dentro l’istituzione e, insieme, la vita dell’istituzione.
La peculiaritĂ  di questa serie Ăš che l’autore fa prevalere una lettura dell’istituzione problematicamente propositiva, che emerge dall’osservazione delle relazioni che regolano e “adattano” la condizione dell’handicap – sul piano della disciplina nella cura di sĂ©, nell’educazione e nell’azione formativa – nel processo di acquisizione di competenze e di qualificazione delle capacitĂ  secondo finalitĂ  socialmente inclusive. La serie svela un processo istituzionale impegnato non a reprimere o a controllare ma a essere di supporto, d’aiuto verso chi reca con sĂ© un disagio fisico.
Nessuna voce di commento a illustrare un percorso narrativo. Frederick Wiseman sfida la nostra coscienza e la costringe ad accettare un doloroso transfert per intensitĂ . Fa collidere le contraddizioni contemporanee in perimetri istituzionali, delimitati sia fisicamente che da leggi o regolamenti. Non esprime giudizi e non cerca di consolare o di pacificare lo sguardo. Wiseman restituisce una natura umana tradita. La macchina da presa e il suono, che Wiseman segue personalmente durante le riprese, offrono la materia per un montaggio talmente attento e ispirato da svelare e rivoltare la pelle alla nostra contemporaneitĂ .

La presentazione, alla presenza dell’autore, dei film sull’handicap – Blind, Deaf, Adjustement & Work e Multi-hadicapped – Ăš posta significativamente ad anticipazione apertura della “retrospettiva” CINEMA_ARCHIVIO: intorno alla “follia” (Pensare al cinema indipendente), che si svolgerĂ  dal 3 al 6 dicembre 2008 presso il Teatrino di San Giovanni di Trieste e che vedrĂ  la proiezione di tre capolavori di Wiseman: Titicut Follies (1967) Hospital (1969) e Welfare (1975).