Teatro e Cabaret
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di e con Stefano Dongetti
produzione Bonawentura

Nel suo monologo, che unisce per la prima volta stand-up comedy e sit-down comedy, Stefano Dongetti affronta con le armi dell’ironia e del paradosso temi non così frequenti negli spettacoli comici, come il passare del tempo, l’età che avanza e persino il momento in cui, divenuti un bellissimo pulviscolo di energia, ci sarà preclusa la gioia di fare la raccolta differenziata o di vedere l’ennesimo programma di Bruno Vespa.

Partendo dal timore dell’avvicinarsi di una sua personale “fase Joe Biden”, Dongetti affronta molti temi della contemporaneità: l’ambientalismo selettivo che tutela i delfini ma stermina tonni e gamberetti, gli onnipresenti smartphone e social e i loro risvolti hard-core, le parole non più pronunciabili come “resistenza” (ormai sostituita da “resilienza”), per arrivare fino al testamento biologico e al tema del fine vita ma esplorato seguendo una personale passione per Master Chef.

Uno spettacolo che propone aneddoti di una ormai remota infanzia, in cui si cresceva tutti felici, spensierati e traumatizzati, e che allo stesso tempo fornisce improponibili consigli sul mestiere del comico e invita il pubblico a conoscersi carnalmente durante la serata. Un’ora di strampalata lettura della realtà da parte di un “quasi boomer” che corre sempre il rischio di cadere nel politicamente scorretto, ma più per sbaglio e per motivi di anagrafe che per altro.

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