Teatro Miela - La storia

Le origini del teatro instabile

È tra la fine del 1987 e l’inizio del 1988 che un gruppo di amici appassionati d’arte, sentendo la mancanza di uno spazio multimediale a Trieste, decide di dar vita ad uno spazio nuovo e insolito: un contenitore agile e artisticamente ‘spericolato’ che incroci cinema, teatro, musica, arti figurative e video. Nasce così l’idea di una cooperativa di soci che si autotassino per dar vita a quel sogno.

Nel primo gruppo di soci vi sono i nomi del regista Franco Giraldi, di critici e studiosi come Tullio Kezich e Alberto Farassino e di tantissimi artisti, operatori culturali e semplici appassionati (non possiamo non ricordare qui la prima Presidente di Bonawentura, Elena Zelco e la compianta Rosella Pisciotta, instancabile animatrice della vita culturale della città e tra i fondatori de La Cappella Underground).

Dalla cifra, un milione di lire a testa, nasce il nome della Cooperativa Bonawentura con la w, in ricordo del celebre Signor Bonaventura con la v (ah, il copyright!). Già nel maggio del 1988 si parte con una prima fase di attività promozionali e vengono individuati alcuni spazi adatti. Ma il più bello e promettente è l’ex cinema Aldebaran, trasformato in palestra e quasi affacciato sul Golfo di Trieste. Nel 1989 i rappresentanti della Compagnia Portuale triestina cedono, con un gesto di grande sensibilità culturale, lo spazio in comodato alla cooperativa e i lavori di ristrutturazione cominciano immediatamente diretti dall’Architetto Dambrosi con il sostegno del capitale donato da circa 300 soci.

Così finalmente, il 3 marzo del 1990, in una splendida giornata di sole, si aprono le porte del Teatro Miela (il nome è un omaggio alla grande artista e operatrice culturale Miela Reina), offrendo alla città e agli occhi dei tanti appassionati e curiosi accorsi all’inaugurazione il primo grande spettacolo: una sala teatrale di 350 posti e una saletta video da 60 posti oltre al bel bar, agli uffici e ad uno spazio adibito a videoteca.

Dal 3 marzo 1990 fino ad oggi il nostro Teatro, che si definisce orgogliosamente “stabilmente instabile”, ha ospitato e organizzato circa migliaia di spettacoli tra eventi di teatro, cinema, video, arte, scienza, musica, cabaret, danza, poesia, fotografia e tanto altro. Un viaggio sempre  doverosamente accidentato ma entusiasmante. Rassegne, maratone musicali e letterarie, virtualità, scienza e fantascienza, media art e tecnologia, performance, conferenze, festival… Sempre divertendoci e divertendo il pubblico all’insegna della multidisciplinarietà e della curiosità, proponendo giochi artistici d’ogni tipo, curando rassegne e pubblicazioni, allestendo spettacoli d’ogni genere, sperimentali cybercafé, corsi di scrittura, di teatro, di danzaterapia (non ci siamo fatti mancare nemmeno un seminario di psicomagia con Alejandro Jodorowski).

Questo tipo di programmazione, del tutto innovativa all’inizio degli anni ’90, si è dimostrata vincente col passare del tempo, tanto che altre realtà fortemente caratterizzate in un genere artistico hanno ampliato i loro cartelloni arricchendoli con proposte differenziate.

Le scelte della Bonawentura hanno sempre avuto come finalità quella di anticipare le nuove tendenze. In questo modo sin dagli esordi il Teatro Miela diventa un “caso” nazionale per l’iniziativa ed i suoi contenuti culturali, tanto che viene riconosciuta come ente teatrale di interesse regionale. Inoltre la cooperativa è divenuta il punto di riferimento per decine di associazioni diverse che trovano il partner culturale e tecnico che permette loro di realizzare i loro progetti.

Oggi il palazzo sede del Miela ospita anche la Casa del Cinema divenendo un vero e proprio polo culturale della settima arte grazie al Trieste Film Festival, alla Trieste Film Commission, a Milleocchi, a La Cappella Underground e al Festival Trieste Science Plus Fiction.

Nel corso degli anni Bonawentura ha collaborato con moltissime istituzioni e associazioni culturali cittadine, regionali e nazionali. E non si è fermata al Teatro Miela continuando a organizzare spettacoli anche in altri spazi, come i caffè storici triestini, i musei e i più diversi spazi urbani.

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