Per tre giorni, come un muto e tragico testimone di un passato da non dimenticare, i resti della macchina rimarranno esposti fuori dal teatro a ricordare il viaggio della Croma blindata che il 23 maggio 1992, all'altezza del chilometro 5 dell'autostrada Palermo-Mazara del Vallo, venne colpita in pieno dalla deflagrazione del tritolo e fu ritrovata distrutta nel tardo pomeriggio in un uliveto a diverse centinaia di metri di distanza dal luogo dell'attentato. Su quella macchina persero la vita gli agenti Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo. Scortavano i magistrati Giovanni Falcone e la moglie Francesca Morvillo, che a loro volta morirono in seguito alla deflagrazione dei 500 chili di tritolo nascosti sotto un canale di scolo nei pressi di Capaci e fatti esplodere dal mafioso Giovanni Brusca.
La storia del viaggio di quell’auto è anche la storia di un percorso della memoria che non è finita sotto il tritolo, ma che permette a quell'auto di percorrere ancora oggi altri chilometri in tutto il Paese per affermare il valore della memoria e dell’impegno contro la criminalità organizzata. ”La Quarto Savona Quindici” rappresenta un monito perenne per non dimenticare la strage di Capaci e tutte le vittime innocenti delle mafie.
L’evento rientra nelle tre giornate del 14, 15 e 16 marzo, dedicate all’impegno civile e alle lotte al fenomeno mafioso e organizzate da Bonawentura/Teatro Miela con il patrocinio del Comune di Trieste- Assessorato ai Teatri, del Circolo della Stampa,dell’Ordine dei Giornalisti del Friuli Venezia Giulia e di Assostampa Fvg.