BONAWENTURA / TEATRO MIELA
È sempre stato un posto di sogni realizzati fin dalla sua fondazione nel lontano 1988. Un teatro voluto dal basso, dalla volontà e dalla partecipazione di tanti cittadini che si unirono in cooperativa per creare un nuovo spazio teatrale e culturale all’avanguardia. Un’operazione che rappresenta un unicum in Italia, oggetto di studio e di diverse tesi di laurea di Storia del teatro.
Il nome della cooperativa venne scelto ispirandosi al celebre sig. Bonaventura delle strisce di fumetti di Sergio Tofano: infatti, per iniziare il restauro dello spazio dell’allora “Cinema Aldebaran”, ogni socio donò, al tempo, un milione di lire. Il sogno divenne presto realtà concreta e il 3 marzo del 1990 venne inaugurato il Teatro Miela dedicato alla geniale e innovatrice artista triestina Miela Reina.
Il sogno del Miela di oggi è in fondo lo stesso di allora, ma da perseguire con ancora maggiore determinazione: raccogliere una comunità sempre più ampia di spettatori che cercano svago e divertimento e che vogliono anche partecipare al dibattito culturale e civile della città e del nostro Paese. Lo facciamo con le nostre produzioni, con gli spettacoli ospiti, con incontri e dibattiti e con tutto ciò che – anche sul lato più bizzarro e spiazzante delle proposte – ha sempre contraddistinto il Miela come rifugio sicuro di ogni navigazione artistica.
La storia
Il Teatro Miela, con la sua sala di 295 posti e un ridotto di 30 posti, il bar interno e un corridoio di collegamento tra l’atrio d’ingresso e l’area del bar che è anche duttile spazio espositivo, è una vivace realtà culturale che si configura sempre più come “contenitore multidisciplinare” aperto alle contaminazioni tra linguaggi artistici appartenenti a diverse discipline: teatro, cinema, musica, arti visive, danza.
Il Miela è stato tra i primi teatri multimediali d’Italia: proponendo al pubblico non solo spettacoli teatrali ma anche danza, musica classica e leggera, cinema, e arricchendo sempre il programma con incontri, conferenze, esposizioni e festival. Inoltre da subito si è proposto come spazio aperto ai gruppi teatrali, alle associazioni e ai circoli culturali della città e non solo. Dalla sua apertura si è distinto per aver colto le novità nel panorama culturale degli anni ’90: ha aperto al ‘teatro civile di narrazione’ con Marco Paolini, alla satira politica e sociale degli anni ’90 Miela Ridens e alle ripetute incursioni di Paolo Rossi (con gli spettacoli Il signor Rossi e la Costituzione, L’Amore è un Cane Blu, La coscienza di Zeno, Pane o libertà e i laboratori Teatro d’emergenza e Teatro assemblea), al cinema e alle culture dell’Est Europa. Tra le tante rassegne create da Bonawentura ricordiamo gli intriganti percorsi multimediali di Trazom-Mozart, di MielaNext, di Strange Days; gli appuntamenti con la scienza di Miela Lab e gli indimenticabili eventi dedicati a James Joyce e a Italo Svevo, (con le storiche “maratone di lettura” dell’Ulisse e de La coscienza di Zeno) e alle memorabili giornate di Mystic Circus con Guido Ceronetti. Dal 1992 Satiemania ora Satierose, il festival dedicato a Erik Satie, si ripete annualmente per festeggiare il compleanno di questo eclettico personaggio.
Nella programmazione non sono mai mancate neanche la prosa di qualità e di ricerca (dalle kermesse di Teatralmente intrecci e di ON/OFF – La prosa curiosa fino a Incroci teatrali con i suoi classici rivisitati e le Nuove scritture e alla rassegna primaverile Protagoniste ( con spettacoli scritti e interpretati da solo donne) spesso ospitate in eventi e rassegne multidisciplinari, spaziando con disinvoltura dagli spettacoli di giovani compagnie teatrali fino agli spettacoli e ai seminari ‘sciamanici’ (Alejandro Jodorowsky). Nel 2023 il teatro si è aperto alle Clownerie diventando un appuntamento fisso nei mesi di dicembre/gennaio. Non manca il teatro per bambini/ragazzi con due appuntamenti mensili (sempre la domenica mattina) di MielaBimbi e con degli appuntamenti il lunedì mattina per le scuole.
Il Miela ha da sempre un occhio di riguardo al teatro comico e alla satira, infatti è proprio nel ridottino di questo teatro che è nata la compagnia del Pupkin Kabarett che negli anni ha dato vita a spettacoli di prosa, reading, teatro comico e cabaret (ultimissima novità il nuovo format sperimentale Non è uno show 100% cringe). Collaudato da tempo anche Note in caffè in cui Alessio Colautti rallegra il pubblico di tutte le età con gli spettacoli legati alla città di Trieste e alla Mitteleuropa. Ovviamente il Miela non poteva non aprire il palcoscenico alle attualità degli ultimi anni e ai giovani stand-uppisti di fama nazionale ma anche ai giovani triestini di Betaverso. Recente è anche la collaborazione con la compagnia Artifragili e con loro Speed-date e i classici teatrali rivisitati.
A Bonawentura è legato, da oltre 20 anni, il festival internazionale S/paesati – eventi sul tema delle migrazioni, rassegna che con grande lungimiranza ha voluto introdurre il dibattito su un tema cruciale dei nostri tempi ben prima che divenisse un argomento del quotidiano dibattere politico.
Mentre Pequod – Itinerari di letteratura e giornalismo è la recente rassegna che si occupa di argomenti del dibattito civile nazionale.
Anche sul fronte della proposta musicale, ha saputo fare scuola, ospitando musica d’avanguardia e di contaminazione tra i generi in storiche rassegne come Zattere alla deriva (Fred Frith, John Zorn e Pascale Comelade tra i tanti nomi) o in quelle più recenti come Miela Music-Live (con artisti internazionali come Hindi Zahra, Seun Kuti, Gogo Penguin, Kočani Orkestar, Jon Spencer, Caparezza, Les Negresses Vertes, Shantel, Vinicio Capossela, Kokoroko, Dorfmeister, Tre allegri ragazzi morti, Schneider TM, Paolo Baldini Dub Files, Susan Vega, Lachy Doley, Tiger Lillies, Jojo Mayer, Bob Log III, Kyle Eastwood, Modena City Ramblers, Barcelona Gipsy balKan Orchestra, Ray Gelato & The Giants, e tanti altri).
Il Teatro Miela ha sempre portato avanti anche una attività di moderno cineforum, con rassegne dedicate a Derek Jarman, Jim Jarmusch, Stanley Kubrik, Emir Kusturica, Pedro Almodovar, Aki Kaurismaki, Nanni Moretti, Werner Herzog e a molti altri autori, con frequenti sconfinamenti nella video arte e nel settore delle avanguardie visive e elettroniche (sono persino risuonati i primi vagiti della cosiddetta ‘realtà virtuale’, per cui il Miela è divenuto – durante la rassegna IperMiela – il primo Cyber Cafè in Italia).
A completare questa vasta programmazione sono state le mostre d’arte e fotografie, come l’esposizione dell’opera pittorica del premio Nobel per la letteratura Gao Xingjian, i tributi e le mostre e gli incontri a dedicati a Tina Modotti, Monica Bulaj e a Bruno Schulz, la preziosa ricognizione storico-fotografica di “Ghetto” dedicata alla storia del quartiere ebraico di Trieste (il Teatro ha peraltro da sempre manifestato profonda sensibilità per le tematiche della contemporaneità e dell’impegno civile). Recentemente si è svolta la mostra e presentazione “BY AIR MAIL”, cartella in forma di busta di posta aerea contenente 12 riproduzioni in grande formato (35 x 50 cm) di disegni di Miela Reina degli anni 1970-71.
Il teatro, per la sua struttura versatile, è stato inoltre utilizzato frequentemente per l’organizzazione di convegni e congressi anche in ambito internazionale.
Alle proposte di Bonawentura all’interno del Miela, si sono spesso alternate anche incursioni nel tessuto cittadino, da quelle nei caffè storici triestini per Le vie del caffè (di cui Bonawentura ha ideato e curato le prime edizioni) agli appuntamenti al Museo Revoltella con Storie nell’arte. Impossibile non ricordare, per la sua grande valenza da infiniti punti di vista, l’allestimento alla Risiera di San Sabba della mostra del grande maestro “Zoran Music (Testimone a Dachau)” per i Civici Musei di Storia e Arte di Trieste. Tantissime anche le rassegne musicali estive prevalentemente al Castello di San Giusto ma anche il cabaret al Giardino Pubblico M. Tommasini.
Dal 2017 è destinatario del contributo triennale della Regione Fvg per iniziative e attività dei teatri di produzione e ospitalità; dal 2022 riceve il contributo del Fondo Unico per lo Spettacolo del Ministero della Cultura. Accanto ai contributi pubblici, ha ricevuto nel 2023 il sostegno della Fondazione Casali per il progetto “Io mi ricordo” che merita una menzione a parte. Si tratta di un laboratorio di scrittura creativa rivolto alla fascia d’età sopra i 60. Il corso, incentrato sul ricordo come dimensione esistenziale di autocoscienza per l’individuo e per la collettività di cui fa parte, ha ottenuto un riscontro molto positivo – per certi versi, quasi inatteso – svolgendo una funzione sociale nell’avvicinare persone che a dispetto delle apparenze, presentano aspetti di fragilità. Nel 2024 è stato riproposto ed affiancato da un altro corso che ne costituisce l’evoluzione. Questo laboratorio fa parte da una ricca offerta di laboratori didattico/esperienziali che Bonawentura propone da giugno 2023. Le proposte nascono dall’esperienza maturata da Massimo Navone negli anni di insegnamento e di direzione della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi e sono condotti da professionisti della formazione teatrale per dare a tutti la possibilità di venire al Miela per sviluppare la propria creatività.
Il 2023 è stato per Bonawentura un anno di svolta. La direzione artistica, fino ad allora frutto di riflessione collettiva, è stata affidata ad un direttore artistico, il Maestro Massimo Navone, personalità di spicco con notevole curriculum alle spalle proveniente dal contesto culturale milanese. Operativamente, ciò ha favorito lo sviluppo di una direzione artistica univoca e coerente, costantemente condivisa con il Consiglio di Amministrazione.