di e con Roberta Biagiarelli, attrice, autrice e attivista
e Duccio Facchini, giornalista, direttore del mensile ‘Altreconomia’, esperto di migrazioni
fotografie e immagini di Luigi Ottani
“Concertina 22” è il nome tecnico del filo rasoiato di nuova generazione “di alta sicurezza” in acciaio zincato intervallato da lame di 22 millimetri, che ha sostituito il filo spinato, per rendere invalicabili i confini d’Europa e altri luoghi del mondo. Da dopo la caduta del Muro di Berlino (9 novembre 1989) non avremmo immaginato il così rapido sorgere e proliferare di nuovi muri. La ‘Concertina 22’ incorona purtroppo, sempre più di frequen- te, gli spazi della nostra Fortezza Europa e segna i nostri silenzi dinanzi alle sofferenze dell’Altro, i pregiudizi, le idee che ‘contrabbandano’ la vita come sicura solo attraverso le divisioni.
A ciò si aggiungono le politiche di esternalizzazione dei confini e di esclusione messe in atto dai singoli paesi europei e perseguite anche a livello centrale.
La prima parte dello spettacolo è interpretata da Roberta Biagiarelli attrice e attivista, esperta di storia balcanica e fortemente impegnata sul fronte dei diritti umani con la rete RiVolti ai Balcani (www.rivoltiaibalcani.org). La sua testimonianza prende corpo in uno spettacolo multidisciplinare, dove i racconti dialogano con fotografie e video di migranti realizzati da Luigi Ottani. Un catalogo di vite umane portate in scena attraverso un collage di testi differenti, arricchiti da musiche scelte e luci evocative.
Nella seconda parte diviene protagonista Duccio Facchini, direttore della rivista Altreconomia e autorevole esperto di migrazioni: nel ruolo di giornalista e ricercatore illustra dati sul fenomeno e sulle manipolazioni di cui è oggetto, aiutando a decodificare slogan e luoghi comuni che ostacolano la piena comprensione da parte dei cittadini.
Concertina 22 vuole essere il tentativo emotivo e razionale di ‘porre rimedio’, per offrire un cammino di crescita e di formazione da parte di chi da svariati anni si occupa di queste tematiche, per parlare dell’Umanità in fuga dai conflitti per rafforzare un lavoro di riflessione e sensibilizzazione.
«È tutto collegato. Il mondo oggi è in fiamme, e non sappiamo cosa verrà fuori da queste macerie, da questo business impressionante, da questa ‘politica’ dell’esclusione».