Sarà consegnato il Premio Interprete del Presente a Pierfrancesco Favino. Nel corso della serata Pierfrancesco Favino terrà una masterclass incentrata sul suo percorso artistico.
“Sono un attore che ha bisogno e si preoccupa di essere al livello delle aspettative altrui e nello stesso tempo di dire qualcosa di nuovo rispettando sempre ciò di cui ha bisogno il personaggio in quel momento della narrazione filmica. Le storie funzionano così”. Et voilà. Pierfrancesco Favino dixit. Più Interprete del Presente di così non si può essere. Diplomato all’Accademia di Arte Drammatica con maestri epocali quali Orazio Costa e Luca Ronconi, debutta giusto trent’anni fa in Pugili di Lino Capolicchio e sono 20 anni dal suo memorabile Libanese in Romanzo criminale di Michele Placido. Favino forte di 63 film per il cinema e 20 fra film tv e serie in un’ampia eclettica mimetica trilingue carriera in pieno eterogeneo crescendo, costellata di collaborazioni di alta qualità con autori quali Bellocchio (suo il memorabile Buscetta di Il traditore), Magni, Muccino (in ben quattro film), Monteleone (El Alamein), Amelio (il suo impressionante Bettino Craxi di Hammamet), Miniero&Genovese, Tornatore, Ozpetek (Saturno contro), Maria Sole Tognazzi, Soldini, Pellegrini, Montaldo, Sollima (ACAB, Suburra), Verdone, Giordana, Andò, Veronesi, Noce (per Padrenostro è Coppa Volpi migliore attore alla Mostra di Venezia), Milani, Martone (Nostalgia), Archibugi, Di Stefano (L’ultima notte di Amore), De Angelis (Comandante), Salvatores.
Fuori dal cerchio italiano la sua ottima conoscenza di inglese e francese l’ha portato a lavorare significativamente in film hollywoodiani e non solo di Andrew Adamson, Spike Lee, Ron Howard, Roger Michell e nel cinema francese.
Nel suo palmarès 5 Nastri d’Argento, 3 David di Donatello (più molte candidature ai due Premi), Globi e Ciak d’Oro, 2 candidature agli Europei EFA.
Figli, padri, mariti, amici, soldati, emigranti, uomini in fuga, in costume, personaggi eccentrici, persone esistite: Favino è compositore di un poliedrico mosaico di classi sociali, epoche e sfumature interiori, in drammi anche storici, noir, commedie, film corali, famigliari, realistici, action… Ha incarnato in interpretazioni al metronomo figure quali il pentito Buscetta, l’esiliatosi Craxi, l’onesto fascista Todaro; nel cinema per la televisione ricordiamo almeno il mitico ciclista Bartali. In sostanza la sua bravura universalmente riconosciuta è frutto di un impegno cesellato, artigianale, di sana immedesimazione e consapevolezza anche politico-sociale. Favino Interprete di un eterno Presente, nel solco del lavoro dell’enorme attore-ispiratore che Pierfrancesco ama moltissimo, Gian Maria Volontè, cui lo accomuna idealmente la capacità di modulare senza alcuna forzatura diversi accenti linguistico-dialettali dell’Italia. Da vero Interprete del Presente che ha radici nel passato e preconizza futuri scenari da rappresentare.