liberamente tratto da “Rosa Luna e i lupi” di Magali Le Huche
di Progetto g.g.
con Consuelo Ghiretti, Francesca Grisenti/Elena Gaffuri
scenografie Donatello Galloni e Ilaria Comisso
pupazzi Ilaria Comisso
movimenti scenici Manfredi Perego
musiche Davide Zilli, Rolando Marchesini, Claudio Poldo Parrino
produzione Accademia Perduta/Romagna Teatri
Spettacolo vincitore del concorso Young&Kids al FIT Festival Internazionale del Teatro e della scena contemporanea 2025 di Lugano
Questa storia è accaduta nel Paese dei Noncontenti, in un tempo in cui la luna non esisteva ancora.
La notte era sempre buia, e gli abitanti non erano mai contenti…
Nel Paese dei Noncontenti sono tanti e anche di più.
Lì tutto fila liscio, perché ci sono regole chiare, e un Sindaco che le fa rispettare. Ma un giorno accade qualcosa di strano, che rompe tutto quello che sembrava calmo e perfetto. Un giorno Rosaluna, inizia a fare qualcosa che nessuno aveva mai fatto. Qualcosa di proibito: inizia a cantare! E se tutti iniziassero a farlo?
E se la gente prendesse esempio da lei? Cosa accadrebbe alla calma del Paese? Rosaluna improvvisamente diventa ingombrante, disturbante. Diversa da tutti gli altri.
Ma le sue note che nessuno vuole sono come miele per i lupi della foresta.
E se Rosaluna attirasse anche i lupi? E se un giorno tutti i lupi per ascoltarla arrivassero in Paese?
Che cosa succederà? Cosa accadrà a Rosaluna?
Forse per saperlo basta alzare gli occhi e seguire un piccolo ululato.
E poi guardare quella luce grande, che qualche sera si fa piena e illumina il cielo e anche tutto quello che sotto c’è. E che illumina anche noi, con le nostre paure, i nostri sogni e i nostri segreti.
“Tutti chiusero gli occhi nell’attimo esatto in cui sparì,
altri giurarono e spergiurarono di non essere mai stati lì”
(F. De Gregori, La donna cannone)
Uno storia per parlare all’infanzia, per poter dire ai piccoli e ai loro grandi di non farsi bastare nulla, di non arroccarsi, di non chiudere la porta di casa e non rimanere immobili dentro ai propri confini. Dentro al proprio villaggio. Ma di andare oltre, alla ricerca di qualcosa di nuovo. Di scegliere e di crearsi il mondo proprio.
Fascia d’età 3-8 anni
Come ulteriore momento di aggregazione, per conoscersi, incontrarsi e per sentirsi più a casa, verrà offerta la Mielamerenda a tutti i bambini presenti.