Come l’attesa e la voglia di una normalità “tutta da scoprire, anzi da inventare, sempre che ci liberiamo dai pregiudizi che alimentiamo proprio a proposito di ciò che sarebbe normale”. Nel suo In Virus Veritas Rovatti si chiede insomma “se il virus abbia rivelato certi atteggiamenti, certe chiusure ma anche certe aperture del ‘regime di verità’ (come direbbe Michel Foucault) nel quale stavamo tutti vivendo: soprattutto se abbia contribuito con la sua presenza minacciosa, con le sue manifestazioni visibili e non visibili, a produrre un contatto critico tra noi e noi stessi, incrinando almeno un poco il muro di resistenze che di solito ci impediscono di guardare dal di dentro le vite che conduciamo in maniera alquanto automatica.” Pier Aldo Rovatti (direttore della rivista “aut aut”, fondatore e coordinatore della Scuola di filosofia di Trieste e docente di Filosofia contemporanea all’Università di Trieste per oltre trent’anni) incontrerà il pubblico del Miela per parlare dei tanti temi del suo saggio su cui ancora oggi ci interroghiamo spinti dalla “verità non banalizzabile del virus”. A discorrere insieme a lui vi sarà Giovanni Leghissa, professore associato di Filosofia e Teoria dei linguaggi presso l’Università di Torino, redattore di “aut aut” e direttore della rivista online di filosofia “Philosophy Kitchen”.
Una novella del Decameron nella riscrittura di Aldo Busi
FRATE PUCCIO E LO STAGE DI SANTITÀ
con Laura Bussani e Ivan Zerbinati
organizzazione: Bonawentura
Ingresso libero, gradita la prenotazione. Informazioni e pronotazioni: biglietteria@miela.it, tel. 040365119 da lunedì a venerdì dalle 9.00 alle 17.00.