LOCUS SOLUS nella Wunderkammer di una chimera
ideazione e coreografia Irene Ferrara e Gioia Martinelli
danza Gioia Martinelli
produzione Compagnia Arearea
La Wunderkammer è la stanza che contiene eccentriche unicità quali fantastiche meraviglie naturali ed esclusivi assemblaggi meccanici. Strumenti, cammei, artefatti, oggetti antichi, conchiglie, globi di mondi immaginari, squame di drago, ali di fata, …naturalia, artificialia e mirabilia.
Dietro porte chiuse e dentro teche, nelle Camere delle Curiosità, si nascondono oggetti e segreti che uniscono il meraviglioso al bisogno di conoscenza.
Tra questi, la figura della chimera è emblematica: mostro della tradizione classica, è descritta come un ibrido tra un leone, una capra e un serpente.
La chimera, con il passare del tempo, non spaventa più e diventa metafora di fantasticheria, idea vaneggiante, illusione, miraggio, ma anche di utopie, di sogni e di visioni.
…
Il serbatoio della meraviglia è pieno e Chimera, non più immagine inafferrabile e lontana e non più spaventosa, esce dalla teca e viaggia nella sua Wunderkammer, portando con sé il piacere della scoperta e la speranza di meravigliarsi.
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DUE TENTATIVI AL SECONDO
di Michele Ermini, Gaia Stacchini, Alessia Lombardi
voce Cristina Greco
produzione Compagnia Arearea
progetto selezionato da rete Giacimenti- rete italiana per l’emersione di giovani talenti
Un corpo scandisce il tempo saltando incessantemente la corda, solo l’errore ne determina la sosta che non può che portare alla continua ripresa. Gli altri due corpi sempre al limite tra coabitazione e dialogo con la corda, lasciano affiorare le danze, movimento che prende forme più complesse, si ferma, si lascia guardare e guarda, l’esposizione è continua, ma dà spazio al presente, agli sguardi, ai sorrisi, alla fatica, al silenzio e all’errore.
La ricerca, partendo da alcuni passaggi tratti da Corpus di Jean-Luc Nancy, si articola su una drammaturgia silenziosa legata al limite: corpo che tende al limite fisico della fatica, corpo che attraversa l’errore, corpo come crepa che muta, si configura in relazione con altri corpi per qualche istante, per poi scoprire nuovi modi di scrivere e scriversi nello spazio.