Cinema

OMAGGIO A UNA VISIONE

Stephan Komandarev Premio Darko Bratina

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Il Miela ospiterà ancora una volta il festival cinematografico transfrontaliero che il Kinoatelje organizza per la 24° volta in collaborazione con numerosi partner. Durante il festival saranno presentate le opere sia di autori affermati, come quelle dell’ospite di quest’anno, il vincitore del Premio Darko Bratina, Stephan Komandarev, nonché una selezione di cortometraggi raccolta nella sezione Primi Voli. 

ore 18.00:
Nuovo ordine, vecchi confini
Incontro con Dimiter Kenarov, giornalista, scrittore e professore presso il Dipartimento di Giornalismo dell’Università Americana di Blagoevgrad in Bulgaria.
In ogni periodo della storia, i confini, sia fisici che psicologici, si manifestano in modo diverso. A volte si espandono, come in tempi di cambiamenti politici radicali, e talvolta rimangono immutati o addirittura si restringono. Un giorno, davanti a noi compare una visione del futuro, il giorno dopo, invece, il nostro unico orizzonte possibile è rappresentato dal passato; in un momento percepiamo lo scorrere del tempo come un movimento in avanti, e poi ci ritroviamo in uno schema ciclico, dove tutto sembra esattamente e terribilmente uguale. In che modo la nostra mutevole percezione dei confini e del tempo stesso influisce sull’ordine sociale e politico? Potrebbe essere che, nonostante i rapidi progressi tecnologici della nostra epoca, siamo rimasti bloccati nello stesso posto? 

ore 18.30:                    
Back to Rock
Gor Yengoyan, Armine Harutyunyan
Armenija, 2023, 9’, sub ita 
A causa dell’evoluzione, le persone si trasformano in creature senza sesso e senza volto, praticamente prive di qualsiasi emozione, che vivono seguendo i comandi e limitandosi a procurarsi cibo ed energia. Ma la natura umana è immutabile e il desiderio di libertà e originalità non può essere controllato.

Confine (Border)
Harutyun Khachatryan
Olanda, Armenia, 2009, 82′, sub ita
La storia è ambientata nel periodo dopo la caduta dell’Unione Sovietica, in seguito alla guerra armeno-azera, in un’epoca in cui l’enorme impero si sfaldò lasciando dietro a sé numerosi conflitti tra i popoli. Il film racconta la storia di un villaggio vicino al territorio conteso, dove i benefattori di discendenti armeni provenienti dall’America aprirono una mensa di beneficenza, e di una vicina fattoria dove trovavano lavoro i rifugiati provenienti da diversi luoghi. La storia inizia quando gli abitanti del villaggio si imbattono in un bufalo ferito, mezzo morto, incastrato nel filo spinato al confine. Il bufalo viene portato in una fattoria dove diventa un estraneo e un nemico per i cani da guardia, per gli animali che vi si sono rifugiati e per i profughi stanchi della guerra, la cui violenza è fomentata dalle esplosioni. Attraverso gli occhi del bufalo, osserviamo la vita del villaggio in tutte le stagioni. Passano l’estate, l’autunno e l’inverno. Il tempo cambia, ma la vita monotona del villaggio continua con lo stesso lento ritmo. Seguendo il bufalo, osserviamo anche la vita intorno alla fattoria e al villaggio.

incontro con il regista Harutyun Khachatryan

ore 21.00:
Il giudizio (The Judgement)
Stephan Komandarev
Bulgaria, Germania, Croazia, Macedonia, 2014, 107′, sub ita
Mitio ha perso tutto ciò che aveva di importante: la moglie, il lavoro e la speranza. Quando sta per perdere la fiducia dell’unico figlio Vasko, per disperazione accetta di fare il passeur per gli immigrati illegali dalla Siria attraverso un passo di montagna in Bulgaria. Non resta che un ultimo viaggio. Mentre Mitio è in balia del Monte del Giudizio e ha un disperato bisogno dell’aiuto del figlio, sempre più distante, scopre se il terribile peccato commesso 25 anni prima può essere perdonato.