Il metodo biografico a orientamento filosofico e l’esperienza di “Volere Volare”
incontro
Moreno Montanari di SABOF e Gabriel Schuliaquer coordinatore del giornale in dialogo con la giornalista Elena Dragan
Il Dialogo si propone di illustrare il metodo biografico e le sue valenze grazie all’intervento del prof. Moreno Montanari, nel confronto con l’esperienza ventennale del giornale Volere Volare. Nel 2000 Pino Roveredo, all’interno del servizio diurno del Dipartimento delle Dipendenze, ha creato con questo giornale uno spazio di dialogo aperto e senza giudizio. Per dare voce a chi non ha voce. Per sperimentare una scrittura autobiografica libera e terapeutica. La Associazione ALT è divenuta editrice del giornale, e la redazione ogni settimana continua a offrire alla cittadinanza quello spazio di relazione e di cura quale risposta di senso al disagio del nostro tempo.
Elena Dragan è giornalista e dal 2014 direttrice responsabile del giornale di strada bimestrale Volere Volare fondato da Pino Roveredo. Dal 2023 è presidente della Associazione ALT editrice del giornale.
Gabriel Schuliaquer dal 2006 è coordinatore del giornale Volere Volare. Antropologo argentino, ha fatto parte del gruppo di ricerca dell’Università di Buenos Aires nel campo di Antropolgia medica. È vissuto 6 anni a San Francisco lavorando come counselor nell’ambito della salute mentale e ha svolto volontariato nella San Francisco AIDS Foundation. Dal 2001 lavora in Italia a Trieste per la Cooperativa 2001.
A seguire:
BOBE
di Mattero Verdiani
con Stolen Wordz
Nosepol City, anno 2537 D.C.
Dagli scavi archeologici sono emerse le rovine di un’antica città chiamata Trieste. Tra lo stupore degli scienziati viene ritrovato in perfette condizioni il fossile di una strana creatura simile ad un uomo, ma non del tutto umana: La Boba Erectus. Verrà ricostruita la storia di queste strane creature in un appassionante documentario postumo targato Stolen Wordz.
Stolen Wordz è un collettivo nato nel 2016 per l’esigenza di creare contenuti artistici per ragazzi da ragazzi, con l’obbiettivo di coinvolgere chiunque avesse voglia di mettersi in gioco. Stolen Wordz è uno spazio che soddisfa il bisogno intimo e maleducato di scrittura e messa in scena, per riappropriarsi di quel protagonismo giovanile dedicato alla costruzione e alla proposta di contenuti da restituire alla collettività.