Sarà consegnato il Premio Interprete del Presente a Barbara Ronchi. La premiazione sarà preceduta da una sua masterclass aperta al pubblico incentrata sul suo percorso cinematografico, corredata da alcune sequenze dei suoi film, e proseguirà con la proiezione di Familia.
Interprete eclettica e solida, animata da luminosa forza espressiva sia ironica che drammatica, a volte anche comica oppure vibrante. Con sguardi luminosamente profondi e studiato quanto istintivo uso del corpo, sa modulare eterogenei sentimenti di rabbia, gioia, dolore, sensualità, brillantezza. Diplomata all’Accademia di Arte Drammatica, Barbara Ronchi è interprete in rimarchevole percorso professionale-artistico di crescente eccellenza che la porta a premi e riconoscimenti di peso.
Si è imposta via via all’attenzione di registi, critici, pubblici, per i suoi toni e tempi attoriali e solare fisicità sia in film che in serie tv. E in teatro, ove nel 2006 ha cominciato il suo cammino diretta da registi quali Cecchi, Binasco, Paravidino, Frangipane. Dal 2010 lavora in cinema e serie tv / fiction. Si fa notare in importanti film quali Miele di Valeria Golino, Fai bei sogni di Marco Bellocchio, Padrenostro accanto a Pierfrancesco Favino. Finché dal 2022 in poi i suoi ruoli di protagonista hanno notevole eterogeneo impatto: la commedia intergenerazionale Settembre di Giulia Steigerwalt le vale il Premio David di Donatello e la candidatura ai Nastri d’Argento; si conferma in quella di Alessandro Aronadio per Netflix e, di nuovo diretta dal magistrale Bellocchio in Rapito, incarna memorabilmente ferite e furore di madre ebrea nella coercitiva Roma papalina, ruolo che le vale il Nastro d’Argento e la candidatura ai David di Donatello. Conferma combinazioni di spessore e leggerezza in Dieci minuti e Io e il secco, nel 2024 colpisce per realistica tragicità di moglie vittima nell’esemplare Familia di Francesco Costabile e nello stupefacente quasi monologo in viaggio notturno di Non riattaccare di Manfredi Lucibello; fino a incarnare la segretaria-testimone di una rutilante epoca di libertà “spettacolare” in Diva futura della Steigerwalt per cui ottiene la candidatura ai Nastri d’Argento quale attrice di Commedia. Ovviamente anche nella serialità televisiva il suo lavoro è rimarchevole, con punte di furba ingenuità meridionale espresse nelle quattro acclamate stagioni della fiction Imma Tataranni sostituto procuratore.