Teatro e Cabaret
Miela Teatro

THE BEAT OF FREEDOM

La Resistenza a fumetti

THE BEAT OF FREEDOM Featured Image

in LIS Lingua dei Segni Italiana

di e con Marta Cuscunà
illustrazioni live Fabio Babich
interprete LIS Elisa Verrando
assistente alla realizzazione Marco Rogante
cura e organizzazione Laura Marinelli, Miriam Paschini
distribuzione Jean-François Mathieu
creato per ViPride, il gaypride di Vicenza ’13
oto di scena Aghite Pavan
produzione Etnorama – Cultura per nuovi ecosistemi

Tratto dal libro Io sono l’ultimo. Lettere di partigiani italiani a cura di Giacomo Papi, Stefano Faure e Andrea Liparoto

The beat of Freedom. La Resistenza a fumetti cerca di restituire ai ragazzi e alle ragazze di oggi il sogno rock, nato durante la lotta partigiana, di un’Italia di persone uguali nei diritti e libere.

Dieci disegni, dieci illustrazioni uniche ispirate ad altrettante lettere partigiane tratte dal libro Io sono l’ultimo. Davanti agli occhi del pubblico, il fumettista Fabio Babich realizza le tavole che evocano i paesaggi e le atmosfere della Lotta di Liberazione dal nazifascismo. Le mani dell’artista sono sempre presenti nell’inquadratura della videocamera che segue in diretta la costruzione dell’immagine attraverso ogni singolo tratto del pennello o della matita. Acquerelli, chine, illustrazioni a carboncino o pennarelli prendono forma su un grande schermo da videoproiezione mentre le lettere che gli ultimi partigiani ancora in vita hanno scritto per i giovani che non faranno in tempo a conoscerli, risuonano su una partitura inaspettatamente rock.

Una performance live per conoscere attraverso il teatro e il fumetto quel momento della storia del nostro Paese in cui tutto sembrava possibile.
Io sono l’ultimo, il libro da cui è tratto The beat of Freedom, è nato quando Annita Malavasi, la partigiana “Laila”, ha cominciato a parlare d’amore. Ci teneva a dire una cosa, soprattutto: fu tra i partigiani che, per la prima volta, uomini e donne ebbero pari dignità e che l’uguaglianza sancita dalla Costituzione a guerra finita, non fu un regalo ma una conquista e un riconoscimento. La sua testimonianza fu pubblicata su D – La Repubblica. Poi arrivarono molte lettere. Alcune erano di vecchi partigiani e parlavano d’amore.
Le lettere sono un’autobiografia collettiva di giovani accomunati dall’aver condiviso un tempo e un Paese, che a un certo punto sentirono l’esigenza di cambiare.

A corredo dello spettacolo, la mostra Segni di Resistenza.  

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