Teatro e Cabaret
incroci teatrali / nuove scritture

SALVE O VITA!

Slanci, visioni e tormenti del giovane Carlo Michelstaedter

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regia e drammaturgia Claudio de Maglio
interpreti Paola Bonesi, Giulia Cosolo, Alessandro Maione, Radu Murarasu, Stefano Pandolfo,Tommaso Sculin
e con Silvia Cerchier, Erika Maria Cordisco, Federica Garbarini, Sara Volpi, Sara Wegher
assistente alla regia Mark Kevin Barltrop
musiche Alan Malusà Magno
costumi Emmanuela Cossar
scenografie Claudio e Andrea Mezzelani
consulenza drammaturgica per il friulano Carlo Tolazzi
maschere Francesco Garuti 
produzione Vettori Ultramondo Società Cooperativa
coproduzione Teatri Stabil Furlan, Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe

Salve o vita! Slanci, visioni e tormenti del giovane Carlo Michelstaedter è dedicato alla figura di Carlo Michelstaedter giovane intellettuale, pensatore e autore irrequieto, sensibile, geniale, esploratore di diversi linguaggi e mezzi espressivi, tra cui la pittura e la poesia, autore di un “Epistolario”, vari saggi, dialoghi filosofici. Carlo attraversò la sua epoca come un astro luminoso in corsa nei cieli: brillò intensamente, poi si spense troppo presto, lasciando dietro di sé una scia di parole, immagini e pensieri che ancora oggi risplendono.   Le sue opere svelano con lucidità l’essenza del reale, ne mettono a nudo i lati grotteschi, misteriosi, a volte terribili.Nato e cresciuto nella Gorizia di fine Ottocento, crocevia di popoli e culture sotto lo sguardo austero dell’Impero Austroungarico, Carlo frequentò il rigoroso Staatsgymnasium, dove già da giovane manifestò un’anima ribelle: prese parte a una protesta contro un professore razzista, subendo una sanzione che divenne per lui il primo segnale di rottura con il mondo che lo aveva formato.    Il tema centrale di “Abbracciando stretta la vita” è un enigma struggente: perché un giovane di tale intelligenza, sensibilità e talento scelse di togliersi la vita? La risposta si perde in un conflitto interiore profondo, tra l’anelito all’assoluto e l’irresistibile attrazione per la vita sensibile. Carlo desiderava ascendere, farsi “persuaso”, elevarsi al di sopra del mondano. Ma si sentiva continuamente trattenuto dal corpo, dai piaceri, dall’amore – da tutto ciò che rende la vita concreta e umana. E in questa tensione insanabile si agitavano impulsi autodistruttivi. Carlo scelse il silenzio definitivo ma la sua luce, come quella delle stelle cadenti, continua a guidarci nell’oscurità.

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