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Mi&LAB
microfestival su scienza, musica, arte, filosofia e tecnologia
II edizione 2011 – prima parte

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concerto del pianista GLAUCO VENIER
contributo ai grandi compositori rock

Jazzista, ricercatore, filologo musicale, insegnante, autore…
Attraverso la sua “improvvisazione libera”, il pianista friulano Glauco Venier recupera al jazz le radici culturali e musicali della propria terra d’origine, e non solo.

“…Non amo classificare i musicisti come “tonali-atonali”, un musicista secondo me ha l'obbligo, sia come insegnante sia come musicista, di offrire anche un approccio libero. Invece temo che nelle scuole di musica gli insegnanti trasmettano un modo piuttosto chiuso di vedere la musica, mentre l'allievo, quando impara a suonare gli accordi, le prime scale, dovrebbe anche avere subito un certo tipo di approccio all'improvvisazione libera, perché è quella che fa uscire veramente ciò che sei: non hai sovrastrutture, non hai teorie, sei tu in quel momento.
Non amo parlare di arte, preferisco parlare di artigianato musicale, la musica è artigianato. È chiaro che ci sono dei talenti pazzeschi che posseggono un orecchio formato, creatività, però non hanno il coraggio di rischiare, hanno paura di entrare in quella fase che non è più controllata dalla teoria, ma è qualche cosa che va oltre, una sublimazione. Diventa anche pericoloso, e quindi certi musicisti amano circondarsi di determinati colleghi, suonare un certo tipo di musica, per non mettersi in discussione. Invece, secondo me, per fare qualsiasi attività creativa, bisogna andare a cercare il limite, bisogna cercare di mettersi in discussione, per capire dove sono i propri limiti.”
Glauco Venier

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