di Camilla Bassetti
regia di Emily Tartamelli
con Riccardo Giacomella
compagnia I Signori Delebili Pennarelli
Una storia quotidiana quanto il rito confortevole del tè. È la storia di Flora: Regina, Generale, Donna ma soprattutto Nonna. È la storia di suo nipote Leonardo, aspirante attore, che la fa rivivere vestendone i panni attraverso ricordi annacquati da una prospettiva di bambino, restituendoci l’immagine di una donna granitica ma irresistibile che forse non ha mai conosciuto davvero.
È una donna di quelle come non ce ne sono più. È una donna di quelle che, arrabbiata con il mondo perché pesa nella borsetta, gli ride in faccia. Una risata grassa e fatta uscire per dolore, per gridare che avrebbe dovuto essere qualcuno, ma che ti attrae in un universo di nonna, fatto di gusci di noce che diventano letti per farfalle e di vecchi bauli dentro ai quali non c’è niente, se non la gioia dell’invenzione. Gioia che si ritrova nella consapevolezza che l’unico mezzo per dare un’occasione a questa donna è svelare la macchina teatrale perché, in fondo, ciò che resta sono solo i nostri ricordi spiegazzati.
Nonna Flora è lieta di invitare gli spettatori nel suo salotto ghiacciato, per una tazza di té. Ad attenderli una carrellata di ricordi, omaggio a tutte le donne che hanno portato il peso del mondo in borsa solo perché andava fatto. Flora ha vissuto di peculiarità e contraddizioni che non hanno mai visto la luce ma che ne hanno fatto l’oggetto di questo spettacolo in cui, finalmente, può essere qualcuno.