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LA QUESTIONE DI PENELOPE

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Lo spettacolo “La questione di Penelope” a partire dall’Odissea, vuole riflettere sulla situazione contemporanea in merito alla disparità di genere, come una delle profonde radici sociali che permettono la nascita di situazioni di discriminazione e violenza sulle donne. In scena, tre attrici e un attore che, mediante un gioco di travestimento e smascheramento continui, porteranno i loro personali punti di vista nel narrare la situazione della reggia di Itaca, vestendo i panni di Atena, Telemaco, un’Ancella, ma anche la prima donna Pandora e la mitologica Atalanta. Penelope non c’è. Si è chiusa in camera stanca di dover partecipare a questa dolorosa e violenta messa in scena perpetrata da centinaia di maschi che occupano la sua casa.

Lo spettacolo vuole generare una nuova immagine di Penelope: cos’altro può rappresentare oggi questa donna single con un figlio, chiusa in casa e vessata da orde di Proci, uomini violenti?

Ai tempi di Omero, la fedele e paziente Penelope veniva ammirata per la sua fedeltà nell’aspettare di essere liberata dall’uomo di casa/padre di famiglia Ulisse; le Penelope e gli Ulisse, i Telemaco, le Atena di oggi, che valori vogliamo che rappresentino?

Nel secondo libro dell’Odissea si racconta di un’assemblea pubblica in cui cercare di capire insieme come risolvere la questione di Penelope che non si decide a scegliere. Mentre Omero rappresenta un consesso di uomini che rivendicano i loro diritti di possessori della persona di Penelope, nel 2023 giocheremo a riproporre la stessa assemblea, allargandola però finalmente a tutta la società, in modo da creare un contesto effettivo in cui si possa immaginare una nuova mitologia.