Teatro e Cabaret

Protagoniste

ESAGERATE!

Più che un aggettivo un’esortazione

ESAGERATE! Featured Image

di Cinzia Spanò
collaborazione al testo Paola Giglio
con Cinzia Spanò
illustrazioni di Ginevra Rapisardi
aiuto regia Valeria Perdonò
produzione Effimera Produzioni

PRIMA ASSOLUTA

Esagerate! È uno spettacolo, una Stand Up Comedy (ma anche un po’ Tragedy), un corso per tutte e tutti finalizzato a raggiungere importanti traguardi in termini di parità di genere e il superamento degli stereotipi.
Chi meglio di Cinzia Spanò, che da anni opta per il buon umore come scelta consapevole e l’attivismo femminista come missione di vita, può smascherare tanti (tutti?) i pregiudizi figli di una cultura maschilista e patriarcale lunga 3000 anni. Alzi la mano chi, almeno una volta nella vita, non si è sentita dire: “esagerata!”.

Lo spettacolo, prodotto da Effimera Produzioni, che debutta in prima assoluta il 2 marzo al Teatro Miela di Trieste, si avvale per le scene delle illustrazioni di Ginevra Rapisardi che crea per ogni capitolo dello spettacolo un’immagine di accompagnamento al testo di Cinzia Spanò. Il costume di scena è disegnato dalla stilista Adriana Morandi per Molce Atelier – la sartoria che cura, associazione che sostiene donne vittime di violenza sotto il duplice aspetto della formazione professionale e del sostegno psicologico.

L’Italia si trova agli ultimi posti in Europa nella classifica delle pari opportunità redatta ogni anno dal World Economic Forum, se andiamo avanti di questo passo la parità verrà raggiunta fra circa 130 anni. Ma questa previsione non è fissa, a volte si avvicina, a volte – come è stato per esempio a causa dell’impatto del Covid – si allontana (come sappiamo durante il periodo di Covid il 98% di chi ha perso il lavoro è risultato essere una donna).
L’andamento di questa proiezione dipende da molti fattori, non tutti prevedibili. Uno però è certo, ce lo ha insegnato la storia; per ottenere diritti bisogna lottare, chiedere, protestare, manifestare.
Per farlo però bisogna conoscere, vedere le trappole degli stereotipi e dei pregiudizi, anche quelli che abbiamo introiettato, e costruire alleanze. E soprattutto liberarsi della gabbia delle parole:

“Le vie dedicate alle donne sono solo il 4%. Ne vogliamo di più.” Esagerate!
“I tassi di occupazioni femminili nel nostro Paese sono i più bassi d’Europa. Vogliamo investimenti e riforme strutturali” Esagerate!
“Le donne muoiono di alcune note patologie molto più degli uomini. Ma questo non si sa… perché gli studi medici sono fatti solo su uomini. Vogliamo più dati raccolti in una prospettiva di genere.” Esagerate!
“Il costo della virilità secondo le economiste ammonta a 98 millardi di euro all’anno, pari al 5% del PIL italiano. Vogliamo si tenga conto di questo dato.” Esagerate!

Ogni lecita richiesta o analisi del reale da parte delle donne si scontra contro questa parola, e le parole lo sappiamo, possono trasformarsi in gabbie. Occorre quindi prima di tutto liberarsi da questo bisogno di piacere e compiacere con cui noi donne siamo state cresciute. Se ad ogni lecita richiesta ci danno delle esagerate, allora esageriamo!

Un corso di esageranza quindi, una stand up che intrecciando numeri, dati, storia, sacro e profano intende divertire, indignare e soprattutto mettere i puntini sulla i. Anzi sulla ǝ!

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